Gestire la crisi – Il glicogeno è il serbatoio che decide il finale

Gestire la crisi – Il glicogeno è il serbatoio che decide il finale

Nel ciclismo, più la durata aumenta, più l'energia diventa centrale. La bici permette di sostenere sforzi molto lunghi, ma questo vantaggio può trasformarsi in una trappola: si pedala per ore consumando progressivamente glicogeno, liquidi ed elettroliti senza accorgersi subito che il serbatoio si sta svuotando.

Poi, improvvisamente, arriva la crisi.

La classica "cotta" del ciclista

La famigerata "cotta" non è una sfortuna improvvisa e non è solo una sensazione mentale, ma ha una base metabolica molto concreta. Spesso è il risultato di un mix di fattori:

  • Una partenza troppo intensa.

  • Un apporto insufficiente di carboidrati nelle prime ore.

  • Un'idratazione scarsa o un'eccessiva esposizione al caldo.

  • Salite affrontate sopra ritmo o un recupero incompleto nei giorni precedenti.

Quando il calo energetico è profondo, prendere un gel all'ultimo minuto non basta per tornare brillanti: recuperare diventa estremamente difficile.

Come funziona il nostro motore

Durante la pedalata il corpo utilizza principalmente due fonti: grassi e carboidrati.

  • I grassi rappresentano una riserva molto ampia, ma sono più lenti da mobilitare.

  • I carboidrati sono più rapidi e potenti, ma limitati. Vengono immagazzinati sotto forma di glicogeno nei muscoli (per sostenere il lavoro) e nel fegato (per mantenere stabile la glicemia).

Quando queste riserve si riducono drasticamente, i segnali sono inequivocabili: le gambe perdono brillantezza, la pedalata si fa pesante, ogni salita sembra improvvisamente più ripida e la lucidità mentale cala.

La regola d'oro: prevenire anziché inseguire

Se aspetti il momento in cui avverti la fame o ti senti vuoto, stai già inseguendo il problema. La strategia migliore è iniziare ad alimentarsi presto e in modo regolare, ben prima che la fatica si faccia sentire. Nel ciclismo abbiamo il grande vantaggio di poter contare su tasche, borracce e barrette: usiamole con metodo per proteggere il nostro serbatoio fino all'ultimo chilometro.

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